Nel mondo della sicurezza sul lavoro, la figura del preposto assume un ruolo sempre più strategico. La Corte di Cassazione Penale, con la sentenza n. 7096/2026, ha chiarito un punto cruciale:

“Il preposto è tenuto a vigilare sulle interferenze e sulla sicurezza complessiva del cantiere, anche con riferimento ai lavoratori di ditte terze.”

Questo significa che, nei cantieri dove operano più imprese, il preposto non può limitarsi a controllare solo i dipendenti della propria azienda. La sua responsabilità si estende a tutti i lavoratori presenti, se coinvolti nelle attività interferenti.

La sentenza richiama l’art. 2 del D.Lgs. 81/2008, che definisce i compiti del preposto:

  1. Sovrintendere all’attività lavorativa.
  2. Garantire l’attuazione delle direttive ricevute.
  3. Controllare il rispetto delle norme di sicurezza.
  4. Esercitare un potere di iniziativa in caso di pericolo.

Perché questi compiti siano realmente esercitabili, il preposto deve avere competenze tecniche, formazione specifica (art. 37 D.Lgs. 81/2008) e autorevolezza riconosciuta.

La Corte sottolinea che la vigilanza sulle interferenze non è un compito accessorio, ma una responsabilità primaria. Il preposto deve:

  1. Monitorare le attività simultanee.
  2. Individuare e segnalare rischi.
  3. Coordinarsi con altri preposti e con il coordinatore per la sicurezza.
  4. Adottare misure immediate per evitare incidenti.

Il caso concreto: mancata segnalazione e responsabilità

La sentenza nasce da un infortunio avvenuto in un cantiere dove il preposto, pur non responsabile diretto del ponteggio, non aveva segnalato l’assenza di piano di calpestio e la presenza di un telo in nylon che occultava un’apertura pericolosa.

La Corte ha ritenuto che il preposto avrebbe dovuto informare gli altri referenti del cantiere e segnalare con cartellonistica la pericolosità dell’area.

Un principio giuridico consolidato

La Cassazione ribadisce che le misure di prevenzione devono essere applicate a tutti i lavoratori presenti nel cantiere, anche se non dipendenti diretti del preposto.

Implicazioni per imprese e professionisti

  1. Le imprese devono individuare preposti attivi e competenti, garantendo formazione continua.
  2. I preposti devono documentare segnalazioni e interventi.
  3. I coordinatori devono integrare le informazioni provenienti dalla vigilanza operativa.

La sentenza n. 7096/2026 segna un punto di svolta: il preposto non è solo un controllore interno, ma un garante della sicurezza trasversale. La sua vigilanza è un presidio fondamentale per prevenire infortuni e tutelare tutti i lavoratori, indipendentemente dalla ditta di appartenenza.

Corte di Cassazione Penale Sentenza 7096-2026